pensavo ad…

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.. un pomeriggio mentre stringevo un jeans a mia figlia con la macchina da cucire, passa Milo tra le mie gambe,dico a mia figlia, toglimelo di torno!,lei lo prende e urla:mamma ha la bava che schifo! mi alzo di scatto e urlo: u fazzelett u fazzelett per paura che me  la lasciasse per terra.. :D Ahhh se ci fosse mia  nonna!…U fazzelett era un simbolo delle nonne ,lo portavano in tasca al grembiule o nella scollatura della maglia,ed era sempre in attività :D …c’era da togliere la macchinetta rovente dal fuoco?..eccolo in azione,da pulire il naso ai nipotini? rieccolo!… Con un tempismo eccezionale, individuato tra i tanti il nipote in evidente difficoltà idrica,la nonna si appostava attendendo che la vittima passasse di là e quando ciò accadeva, con un gesto fulmineo interveniva sul naso del malcapitato  pulendolo in un baleno. Lo strattone, poco delicato, scombinava la corsa del gocciolante nipotino che dopo un attimo di sbandamento e portandosi appresso un intenso bruciore nasale, riprendeva a correre. L’oggetto in questione era così  temibile non soltanto per la sua capacità abrasiva ma più che altro perché  lo stesso e dico lo stesso, sarebbe servito anche per asciugare il sudore di tutti, pulire la  bocca dai residui di cibo al nipote più piccolino, stecchire una zanzara che malauguratamente aveva deciso di  passare di là, spolverare un oggetto e,  sarebbe servito per contenere a mo di salvadanaio i soldi..Questo comunismo igienico, oggi impensabile ci faceva rabbrividire e quando ‘u fazzelètt da nonna appariva minaccioso tra le sue mani allertando la sentinella di turno, il flusso rotatorio cercava repentinamente altre strade che però prima o poi fatalmente sarebbero state intercettate  dal temibile fazzelètte.   :D

Buona Domenica

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Donna al pc

il passerotto

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Passo sotto un palazzo e   vedo un battufolino scuro, mi fermo e mi accorgo che è un passerotto piccolissimo caduto da un nido, e’ fermo si muove ma non riesce a volare, lo prendo in mano per toglierlo dalla strada prima che finisca schiacciato sotto una macchina, lo metto in una scatolina e lo porto a casa.Gli do un po di mollica di pane bagnato e lo sistemo su un vassoio di polesterolo comprendolo con un cola pasta!..chissà se arriverà a domani penso.Sono passati due giorni, l’uccellino fischietta e svolazza in quei pochi cm di spazio.Domani sarai libero piccolino! Avrai la libertà che meriti con i tuoi simili….è stata una bella soddisfazione salvare la vita al passerotto…bisognerebbe avere per le persone un po di attenzioni e amore per garantire un futuro piu dignitoso!

esistono certezze?

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Di certezze ne abbiamo ben poche , le certezze sono quelle cose che possiamo constatare con mano o vedere con gli occhi.
capita di trovare contraffazioni che ci spacciano per vere,anche con i sentimenti è cosi’!qualcuno sembra una fabbrica di sogni ,ma la realtà è ben celata e spesso non è ciò che appare …viviamo in un mondo dove conviene comprare contraffazioni costano di meno…ma i sentimenti NO!..i sentimenti escono da una fabbrica di sogni deve le materie prime sono la lealtà , vero amore e purezza. Mi piace pensare che l’amore come l’amicizia ,non sono surrogati di materie,ma sono materie prime autentiche ..io ho la mia fabbrica di sogni ed il cuore è il mio consulente aziendale..
non ho bisogno di vendere i miei prodotti perchè li dono con assoluta sincerità…e senza apettarmi nulla !MA IL RISPETTO lo esigo …  i miei operai sono le mie idee , i miei suggeritori sono le mie sensazioni …e quelle spesso mi dicono sempre quale sia la strada giusta…. punto!

Vorrei…..

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…poter bloccare le lancette dell’orologio…Specie in quei momenti nei quali ci si ritrova con persone che condividono i nostri stessi interessi, le nostre stesse passioni…Con quelle persone sempre presenti e pronte ad aiutarti, senza mai chiedere nulla in cambio, quelle persone che ti sanno “conquistare” con un semplice sorriso, con il loro modo di fare, di parlare, con la semplicità e l’umiltà che li contraddistingue, con le quali puoi ridere e scherzare tranquillamente, quelle persone “belle dentro” che con un gesto ti rendono felice, ti fanno stare bene…ma il tempo passa inesorabile…secondi, minuti, ore…il tempo non si ferma, tutto scorre così velocemente…purtroppo!..

Buona Domenica!

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AHAH non ci posso credere!

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Apro facebook e leggo:


…we we omo sapiens le femmine sono qua che ti leggono …
ma molte vonn passa’ sol u timp! :D Noi siamo femmine serie! :D … In passato Ci ho provato in tante volte ad avventurarmi nelle chat, ma questi spettacoli sono la cosa principale che mi fa desistere. Troppe persone ci vanno per sfogare rabbia e istinti sessuali ! Si parla del nulla, tutto è volatile come granelli di sale sparsi su una panchina. Non fa per me, meglio qui nei blog, c’è un dialogo molto più sensato….

Passano gli anni ma….

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Ieri mattina sono andata a farmi un giro al mercato.Era una bella giornata di sole e quindi c’era molta gente,non mancavano i bambini che piangevano per la noia o perchè volevano un giocattolo….C’era un venditore ambulante di giocattoli che urlava ogni volta che passava un mamma con un bambino:chiang ca a mam tu catt!e il bambino piangeva a comando :D …Questo mi ha fatto ricordare quando ero piccola e sotto il balcone di casa mia, passava il carretto dei gelati o delle caramelle,  urlando :Chiangìte piccinne c’a mamma v’accatte… era l’inizio della frase tipica dei venditori ambulanti che gironzolavano per le vie,  per vendere la loro merce. Ognuno aveva il suo grido, unico e riconoscibile. Il grido comune a tutti era .. chiangite  piccinne... Storico perché io lo ricordo da sempre, sempre lo stesso grido, A maggio durante la festa di San Cataldo….L’ambulante aveva  sempre in mano un palloncino o una girandola …appena passava una mamma col passeggino, mentre la mamma,  chiacchierava e  passeggiava  tranquillamente,   lui metteva il palloncino o la girandola in mano al bambino…Appena la mamma se ne accorgeva, toglieva il giocattolo dalle mani del bambino e, credendo sia stato il figlio ad agguantarlo,  lo restituiva al venditore scusandosi; ma cosa succedeva nel frattempo? Il bambino, privato del giocattolo e rimproverato suo malgrado, cominciava a piangere e a scalpitare e…. la mamma si vedeva costretta ad acquistare il palloncino …E così tutti erano felici e contenti…Il piccolino aveva il suo giocattolo Il venditore aveva il suo guadagno,la mamma poteva continuare a girare tranquillamente tra le bancarelle della festa …

Buona Domenica

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