.. un pomeriggio mentre stringevo un jeans a mia figlia con la macchina da cucire, passa Milo tra le mie gambe,dico a mia figlia, toglimelo di torno!,lei lo prende e urla:mamma ha la bava che schifo! mi alzo di scatto e urlo: u fazzelett u fazzelett per paura che me  la lasciasse per terra..😀 Ahhh se ci fosse mia  nonna!…U fazzelett era un simbolo delle nonne ,lo portavano in tasca al grembiule o nella scollatura della maglia,ed era sempre in attività😀 …c’era da togliere la macchinetta rovente dal fuoco?..eccolo in azione,da pulire il naso ai nipotini? rieccolo!… Con un tempismo eccezionale, individuato tra i tanti il nipote in evidente difficoltà idrica,la nonna si appostava attendendo che la vittima passasse di là e quando ciò accadeva, con un gesto fulmineo interveniva sul naso del malcapitato  pulendolo in un baleno. Lo strattone, poco delicato, scombinava la corsa del gocciolante nipotino che dopo un attimo di sbandamento e portandosi appresso un intenso bruciore nasale, riprendeva a correre. L’oggetto in questione era così  temibile non soltanto per la sua capacità abrasiva ma più che altro perché  lo stesso e dico lo stesso, sarebbe servito anche per asciugare il sudore di tutti, pulire la  bocca dai residui di cibo al nipote più piccolino, stecchire una zanzara che malauguratamente aveva deciso di  passare di là, spolverare un oggetto e,  sarebbe servito per contenere a mo di salvadanaio i soldi..Questo comunismo igienico, oggi impensabile ci faceva rabbrividire e quando ‘u fazzelètt da nonna appariva minaccioso tra le sue mani allertando la sentinella di turno, il flusso rotatorio cercava repentinamente altre strade che però prima o poi fatalmente sarebbero state intercettate  dal temibile fazzelètte.  😀