Taranto: ricordi e personaggi della mia città

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Mai saputo il suo vero nome. Quando ero piccola aveva già sui  50 anni. Nota prostituta non più in servizio…Alcuni bambini, non sapendo che fosse un soprannome la chiamavano Signora Pompa-Pompa. Spesso negli insulti il termine “figlia della Pompa-pompa” si sostituiva al termine “zilatona”…cioè zingara.

Cicc’ u Gnur (Taranto-Vecchia): Mio padre scherzando diceva che era parente del famoso attore Franco Nero. Io ero piccola e ci credevo.

Cinzella:

Essa merita sicuramente un posto nella agiografia della nostra città per aver contribuito alla iniziazione di innumerevoli adolescenti ai piaceri della vita e per aver offerto ai tanti stranieri una visione assai accogliente della nostra città. Non era solo un rapporto mercenario; se così fosse stato, il nome di Cinzella non sarebbe ancora oggi ricordato con affetto e nostalgia da tutti coloro che, ebbero a condividere con lei l’estasi sensuale del rapporto con l’eterno femminino…. No!… Cinzella era la suprema sacerdotessa di un dionisiaco rito pagano,lei metteva nella sua opera un impegno ed una passione degna di miglior causa, tale da farla quasi diventare un simbolo, un icona, un limite a cui molte oggi asintoticamente tendono…A noi che la conoscemmo non resta che rimembrare quelle sensazioni, che non erano ancora amore ma, non erano solo sesso e rimpiangerla con nostalgia.

Rosina a scapulawagnun:

come Cinzella ma meno popolare.

Giovanni Panocchia (quartiere paolo VI)…Aveva un lato della faccia con una deformazione fino all’occhio,era il soggetto di tutti i ragazzini che lo insultavano e ,lui camminava con le tasche piene di pietre.

MARCHE POLLE
MARCHE POLLE, ritengo sia il più importante tra i personaggi di Taranto.
Il suo nome era AMEDEO ORLOLLA di Giovanni e Angela Portulano è nato a Taranto il 27 Agosto del 1895 ed è passato a miglior vita il 12 gennaio del 1982.
Chi non lo conosceva?
Il suo soprannome derivava dal fatto che il padre fosse imbarcato sulla nave MARCO POLO, le cui gesta, Amedeo non si stancava mai di narrare.
Svolse i lavori più umili, dal garzone di fornai e carbonai  a venditore di girandole colorate. Ma l’immagine che io ho di lui è quella che lo vedeva col suo mitico berretto da panarijdde cresciuto,( ragazzaccio) la giacca, un paio di misure più larga e pendente da un fianco, l’immancabile sigaretta tra le dita che raccoglievano un “ammuzzo” di buste gialle contenenti delle schedine della SISAL  già compilate che vendeva ai passanti.
La sua frase storica era: ‘A VUE’ MO? (la vuoi adesso?) accompagnato dal suo dolce e impertinente sorriso “sgangate” cioè senza denti e, che sottolineava l’evidente doppio senso della stessa, specialmente se espressa in presenza di una donna… MARCHE POLLE era amato da tutti e chi lo incontrava per strada, specialmente negli anni della sua vecchiaia (ha venduto schedine fino a 80 anni) lo prendeva sottobraccio e piano piano lo portava nel bar più vicino per offrirgli da bere e più una sigaretta…Al funerale di Amedeo, nella chiesa di San Francesco da Paola, partecipò tutta Taranto che accompagnò la sua ultima passeggiata per la città tra le note delle marce funebri della Settimana Santa.
Al cimitero San Brunone, dove è sepolto in una cappella comunale, dinnanzi alla sua foto si trovano immancabilmente delle sigarette che i passanti lasciano teneramente……..

Taranto Vecchia

Taranto Vecchia (Photo credit: Antonio Seprano)

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