Franco Simone abitava nella casa in via del Campo, una traversa della via Gluck. Da li’ si vedevano Montagne verdi e tante Colline in fiore. C’era Gino Paoli insieme a quattro amici, Lucio Battisti con 10 ragazze ed il solito Cocciante con il cervo a primavera.. Si andava tutti al mare, per mostrar le chiappe chiare , anche se strada facendo si restava legati ad un granello di sabbia. Mi ricordo luglio, col bene che ti voglio, quando prendevamo il carrozzone per andare alle spiagge. Erano tempi di nostalgia canaglia, perchè si tornava sotto questo sole e si pensava a svegliarsi un anno fa. Certe notti poi si aspettava fino all’ Alba chiara facendo il falo’ e cantando con una chitarra e cento illusioni. Ma eravamo in preda alla felicità, quell’ andamento lento che ti permette di amare l’immenso. Lo sapevamo tutti che Luca era gay, anche se poi a casa di Luca non lo sapeva nessuno. Noi eravamo ragazzi di oggi, ci piaceva vivere in campagna, anche quando costruirono un albero di trenta piani. Mi ricordo che si giocava sull’ erba di casa mia, mentre Massimo Ranieri portava con se rose rosse per donarle all’ unica donna per me. Certo, ce lo dicevamo spesso: finchè la barca va’, lasciala andare, ma poi onda su onda si rischiava di restare come una rotonda sul mare. Un giorno venne Gianni Morandi, si mise in ginocchio da te per chiedere perdono a Tiziano Ferro. Lui pero’ gli fece sapere che non gli piaceva girare come una bambola. Fecero pace quei due, dopo tante lotte per accaparrarsi la piu’ bella del mondo, fino a che si resero conto che nessuno mi puo’ giudicare. Forse erano davvero quelli i migliori anni della nostra vita, tanto belli che oggi come oggi ripenso alla vita mia e mi scende una lacrima sul viso.

E io vi regalo questa splendida canzone:

 

 

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