Quando l’amuchina era l’acqua del tubo fuori casa, il cicatrizzante e il disinfettante per le ferite era il cicatrene in polvere, il massimo dell’antibatterico era ACE della nonna, il cellulare più vicino stava ad almeno un chilometro da casa, e non aveva cover intercambiabili, il massimo era trovarla con tutte e due le porte.

Quando la mia playstation d’inverno era un secchiello di costruzioni di plastica, la casa di barbie o le macchinette, e l’estate si trasformava in paletta e secchiello e un mucchietto di sabbia.

Quando l’amico lo chiamavi dalla strada, dal citofono o dal balcone…mica gli trillavi su MSN. Quando mia mamma non giocava a bubble island o farmville, al massimo ci poteva scappare una tombolata a Natale.

Quando il regalo arrivava solo da Babbo Natale, e nemmeno lo potevo scegliere “quello che decide lui” era la mia scelta.

Quando a scuola l’unica cosa che avevamo di firmato era il libretto delle giustificazioni e non i vestiti o le scarpe.

Quando le prime scarpe col tacco te le potevi permettere a 18 anni e non a 12 ,e quel filo di trucco doveva essere un tutt’uno con la pelle, se no papà si arrabbiava e allora sì che le prendevo!

Quando la mia buonanotte non era un cartone animato, ma una favola a metà, un bacio stampato sulla fronte, le coperte rimboccate e un SOGNI D’ORO.

CHE TEMPI ERANO I MIEI…

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