Siamo entrate ufficilamente nella stagione estiva e con il cambio di stagione che, da sempre l’accompagna, tiriamo fuori vestini leggeri e costumi da bagno.Per mettere ordine tra le persone della propria vita, bisognerebbe utilizzare lo stesso criterio che si applica al rinnovo degli armadi.Certe persone sono come quei vestiti che non passeranno mai di moda. Abiti che fanno sempre tendenza, di anno in anno, di luogo in luogo. E ti stanno ancora bene, come fosse il primo giorno. Cadono moribidi sulle curve dei fianchi, come una carezza. Sono confortevoli, ti fanno sentire a tuo agio.Altri abiti, invece, ti fanno ribrezzo solo a guardarli, e non puoi fare a meno di chiederti cosa diavolo ti passasse per la testa il giorno in cui li hai comprati. Sono abiti che ti ricordano la follia di un momento e la stranezza e l’incertezza di un periodo. Quando non sai ancora chi sei, o cosa vuoi, e allora spari nel mucchio. Cerchi – e mica lo sai cosa cerchi – alla rinfusa, senza una  logica , come si fa sulle bancarelle americane. Sono abiti che non indosseresti mai più. Abiti che hanno fatto il loro tempo e un po’ della tua storia. Ma ora bisogna liberarsene, buttarli via, perché non ti appartengono più, non ti rappresentano più. Hanno smesso di sapere chi sei.E ancora, ci sono abiti che, forse, non ti stanno come una volta. Abiti che si sono slargati, o ristretti. Abiti scoloriti. Abiti deformati da quella centrifuga che è la vita. Ma ci sei affezionata, perché ti hanno accompagnata, e tenuta al caldo, in quelle fasi dei tuoi anni che sono passaggi delicati, in cui uno sente forte il bisogno di un porto sicuro in cui rifuggiarsi, di un abbraccio che abbia il sapore del “sono qui, non ti lascio sola”. Sono abiti che non hai il coraggio di buttare. Hanno fatto da toppa ai rammendi del cuore.
E, infine, ci sono gli abiti di oggi. Abiti acquistati di recente, abiti che ti calzano a pennello, come una seconda pelle e disegnano perfettamente ognune delle tue linee. Quasi le conoscessero a memoria. Abiti che hai sentito “tuoi” fin dal giorno in cui con il nasino schiacciatro contro la vetrina di un negozio hai pensato: “Mio. Lo voglio”. Sono abiti di cui non ti è ancora dato sapere la sorte, il destino. Non sai dove e quanto a lungo ti accompagneranno. Per quanto tempo ti staranno bene e ti faranno sentire bene. Ma non ci pensi, non te lo chiedi. Te li godi. E poi……quello che sarà, sarà.

Immagine

Annunci